L’AQUILA. «I primi lavori del dopo terremoto sono andati a un imprenditore abruzzese in collegamento con prestanome che riciclavano, qui a Tagliacozzo, il "tesoro" di Vito Ciancimino».
E’ questa la notizia che qualche giorno fa era stata lanciata dalle pagine del quotidiano La Repubblica, in un articolo di Attilio Bolzoni. Ma il prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli ha assicurato che gli accertamenti e i controlli sono continui e non c’è nulla di cui temere.
Repubblica, però, ha ricostruito tutto l’intreccio di ditte, vincitori, amicizie e collegamenti che gettano così le prime ombre sulla ricostruzione della città.
Una ricostruzione che fin dal principio aveva creato preoccupazioni e perplessità, tanto che a vigilare sarà una commissione parlamentare antimafia.
Bolzoni fa il nome di Dante Di Marco, imprenditore di Carsoli di 70 anni, che si è aggiudicato l’appalto per le piattaforme di cemento di Bazzano dove sorgeranno le nuove case antisismiche, insieme all’associazione temporanea di imprese.
«La capogruppo», si legge nell’articolo di Repubblica, «era la "Prs, produzione e servizi srl" di Avezzano, la seconda ditta era la "Idio Ridolfi e figli srl" (anch'essa di Avezzano, sta partecipando anche ai lavori per la ristrutturazione per il G 8 dell'aeroporto di Preturo), la terza era la "Codisab" di Carsoli, la quarta era l'impresa "Ing. Emilio e Paolo Salsiccia srl" di Tagliacozzo e la quinta l'"Impresa Di Marco srl" con sede a Carsoli, in via Tiburtina Valeria km 70».
Dante Di Marco risulta inoltre socio fondatore della "Marsica Plastica srl" con sede a Carsoli, sempre in via Tiburtina Valeria km 70. «È questo il punto centrale della storia sul primo appalto del terremoto: un socio della "Marsica Plastica srl" ha praticamente inaugurato la ricostruzione», scrive Bolzoni.
«Quest'impresa, la "Marsica Plastica srl", è molto nota agli investigatori dell'Aquila e anche a quelli di Palermo. È nata il 22 settembre del 2006 nello studio del notaio Filippo Rauccio di Avezzano. Tra i soci di Dante Di Marco c'era l'abruzzese Achille Ricci, arrestato tre settimane prima del terremoto per avere occultato i soldi di Vito Ciancimino in un villaggio turistico a Tagliacozzo. C'era Giuseppe Italiano (il nome di suo fratello Luigi è stato trovato in uno dei "pizzini" del boss Antonino Giuffrè quando era ancora latitante), che è un ingegnere palermitano in affari di gas con Massimo Ciancimino. C'era anche Ermelinda Di Stefano, la moglie del commercialista siciliano Gianni Lapis, il regista degli investimenti del "tesoro" di Ciancimino fuori dalla Sicilia».
Ma sempre nell’articolo si riferisce che nello studio dello stesso notaio di Avezzano Filippo Rauccio, era stata costituita anche un'altra società, l'"Ecologica Abruzzi srl".
«Fra i suoi soci», scrive Bolzoni, «ci sono ancora alcuni della "Marsica Plastica srl" (la moglie di Lapis e il palermitano Giuseppe Italiano per esempio) e poi anche Nino Zangari, un altro imprenditore abruzzese arrestato il 16 marzo del 2009 per il riciclaggio del famigerato "tesoro" di don Vito».
Era il primo aprile di quest’anno quando la Guardia di Finanza arrivò a Zangari. L’inchiesta ruota proprio attorno al tesoro occulto di Ciancimino il cui denaro sarebbe stato riciclato anche a Tagliacozzo per realizzare il complesso turistico "La Contea" del valore di 2 milioni e mezzo.
Secondo gli inquirenti Zangari sarebbe stato l'intermediario di Gianni Lapis, avvocato tributarista di Palermo, presunto prestanome di Ciancimino il cui figlio Massimo avrebbe l'effettiva disponibilità dei beni, denaro e titoli azionari.
«TUTTO SOTTO CONTROLLO»
E se nell’articolo compaiono anche le rassicurazioni dell’imprenditore Di Marco («io quella gente non la conosco») anche il prefetto Franco Gabrielli ha cercato di placare gli animi.
«Al momento i contratti con le società che stanno realizzando le casette antisismiche all'Aquila non sono stati ancora stipulati», ha detto Gabrielli «per la semplicissima ragione che il dipartimento della Protezione civile vuole che i contratti siano fatti in conformità alle linee-guida stabilite dal decreto del Governo e il Dipartimento sta predisponendo i contratti in base alle disposizioni che sono state pubblicate. Qualora ci fossero delle situazione accertate di infiltrazioni non saremmo neppure in presenza di una rescissione perchè il contratto formalmente non e' stato ancora sottoscritto perchè prima di stipularlo bisogna accertare se il soggetto e' in condizioni di poter essere considerato contraente».
Le ditte che stanno lavorando, ha spiegato sempre il prefetto, operano a condizione che la società e gli accertamenti siano rispondenti a correttezza e a quello che la legge impone nei requisiti.
«Così ci siamo mossi fin dall'inizio; ci siamo mossi addirittura anticipatamente, non disponendo nemmeno dei provvedimenti formali e grazie a quelle persone e a quelle strutture che fin dall'inizio ci hanno messo a disposizione tutto quello che era necessario avere affinchè gli accertamenti fossero i più stringenti possibili».
Per quanto riguarda i controlli che vengono svolti sulle società per evitare infiltrazioni criminali, il Prefetto dell'Aquila ha spiegato che allo stato attuale ci sono due tipologie di controllo : un controllo preventivo, informale con il quale il dipartimento della Protezione civile comunica i nominativi delle società e poi una volta che le società risultano aggiudicatarie dell'appalto formalmente si chiedono le informazioni antimafia.
Laddove si sia verificato anche dopo i rilascio della certificazione antimafia una situazione che abbia in qualche modo reso palese la possibilità di infiltrazione, si rescinde il contratto.
Gabrielli ha poi spiegato che, nel caso specifico, e' in corso un'istruttoria, e la ditta sospettata partecipa ad una raggruppamento di impresa per un importo pari a 128 mila euro su 426 milioni di euro rappresentato dagli appalti del progetto "Case" per la costruzione di migliaia di casette antisismische.
«Questa somma ingente che il contribuente ha messo a disposizione di questo territorio - ha detto Gabrielli - deve essere spesa correttamente e non deve essere intercettati da organizzazioni criminali. Questo, però, significa che tutti devono essere messi in condizioni di partecipare per aggiudicarsi l'appalto. Dico questo - ha spiegato Gabrielli - perchè spesso dietro a società ci sono gli interessi dei lavoratori e dello loro famiglie. Fino a qualche giorno fa per una ditta, peraltro, anche importante del territorio, era stata bloccato tutto perchè c'era un nominativo sospetto. Se ci fossimo comportati con spensieratezza, con la quale molto spesso si dicono le cose, oggi questa ditta non avrebbe avuto l'appalto e non avrebbe potuto conseguire un profitto e molti di questi lavoratori non sarebbero stati in grado di percepire il salario. Abbiamo insistito; abbiamo fatto verifiche; abbiamo coinvolto diversi soggetti e alla fine - ha concluso - abbiamo scoperto che tutto quello che era stato scritto nei confronti di questa ditta non era vero».
a.l. 01/07/2009 14.26
L'ARTICOLO DI REPUBBLICA
LA MAFIA SICILIANA IN ABRUZZO E L'OPERAZIONE "ALBA D'ORO"
Come è ormai consuetudine, il blog ha raggiunto
Giampaolo Giuliani per dare una risposta alla fame di notizie che
comprensibilmente attanaglia i cittadini abruzzesi, specialmente ogni volta che la terra ricomincia a tremare. Si è creato un enorme interesse intorno alle sue ricerche, e preannuncio che entro qualche giorno sarà disponibile sul blog una ulteriore intervista in cui il ricercatore aquilano, sulla scorta dell'appassionata discussione circa la tecnica di misurazione del Radon che si è sviluppata sul blog -
per esempio nel post "Giuliani: INGV in ritardo di 10 anni sulla ricerca" e nel post "Le nuove scosse del 22 e 23 giugno" - si addentrerà con maggiore chiarezza nel funzionamento dei suoi rilevatori. Non mancheranno colpi di scena.
Mi segnalano da più parti che
il sito web dell'INGV da alcuni giorni non riporta più le indicazioni sulla magnitudo delle scosse telluriche abruzzesi. Oggi tra l'altro risulta del tutto irraggiungibile. Solo quattro giorni fa, nel post "
L'INGV risponde", Antonio Piersanti
- INGV - notava che «
tutte le considerazioni quantitative che Giuliani fa sull'attivita sismica di questi giorni provengono dagli apparati di monitoraggio INGV». Ho cercato di mettermi in contatto con Antonio ma non è raggiungibile neppure lui. Che l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sia
chiuso per ferie?
Nel frattempo, Giuliani va avanti. Ecco la trascrizione dell'intervista contenuta nel video.
Claudio Messora: «Giampaolo, che novità?»
Giampaolo Giuliani: «In questo momento, da un po' di giorni la terra sta tremando a una trentina, quarantina di chilometri da L'Aquila, nel territorio compreso tra i monti della Laga e il Reatino. Diciamo che gli epicentri sembrano essere localizzati quasi tutti tra Città Reale e Montereale, quindi interessano i paesi di Borbona, Capitignano etc.. C'è una frequenza molto alta di eventi, per fortuna di piccola intensità. Parliamo di eventi strumentali, settanta al giorno circa e anche più, con dei picchi che arrivano anche a 3.1, 3.2.
Sembra anche che ci sia un
incremento. In realtà noi stiamo monitorando la situazione con il nostro Radon e osserviamo che si mantiene ad un livello simile alla settimana scorsa, intorno al 2.200 di counting rate. E'
leggermente in aumento. Mentre i giorni precedenti questo incremento di sismicità era quasi sceso di 500 punti, in questo momento si è rialzato, riportandosi ad una media di 300 punti più su. Questo giustifica la frequenza di eventi che si sta verificando, e tra l'altro come dicevo prima gli eventi che osserviamo non sono localizzati sul nostro territorio, ma in realtà sono distanti tra i 30 e i 40 chilometri da L'Aquila. Bisogna mantenere d'occhio quella zona, perchè se gli eventi dovessero incrementare allora la situazione potrebbe diventare un pochino più seria.»
Claudio Messora: «Noti dei paralleli tra la situazione della successione di eventi di gennaio, febbraio, marzo scorsi e quella attuale?»
Giampaolo Giuliani: «In un certo senso sì, perché negli ultimi giorni questo
incremento di eventi sismici, anche se la maggior parte a livello strumentale tra cui alcuni a 3/3.2 che la popolazione riesce ad ascoltare e che incutono un certo timore, sembrebbe avere
la stessa progressione. Ciò non toglie che il tutto possa fermarsi prima. Al momento, diciamo che non abbiamo nessuna informazione su un evento molto forte. Però, come tu ben sai, noi riusciamo a prevedere eventi più forti
tra le 6 e le 24 ore prima. Quindi, in questo momento [
ndr. 30 giugno 2009 ore 14:40], possiamo dire che per le prossime 24 ore osserviamo solo una sequenza sismica con massimo di 3.1 / 3.2. Poi, eventualmente dovessimo osservare qualcosa di più delicato, sarei il primo a mettere in allarme le persone, a dire "
state attenti, se doveste ascoltare più di due scosse nello stesso giorno di una certa entità, allora decidete di dormire fuori".»
Claudio Messora: «Avvertiresti anche il blog nel caso di un incremento anomalo delle tue rilevazioni di Radon?»
Giampaolo Giuliani: «Certo, certo! Direi a tutti di prestare molta attenzione alla situazione, perchè in quel caso sarebbe diventata delicatissima. Perché non avvisare le persone e dire di stare molto all'erta? In ogni caso,
da qui a 24 ore non ci dovrebbe essere nessun evento catastrofico. Stiamo osservando un leggero incremento di Radon, speriamo che non vada su. Però nei prossimi giorni quello che controlleremo è proprio la soglia, perché un incremento della soglia significa anche un incremento di eventi sismici. Comunque tutte le mattine e tutte le sere mi chiamano un po' da tutto l'Abruzzo per avere le previsioni del tempo.. volevo dire del terremoto.. per cui avrò l'opportunità di allertare un po' tutti quelli che mi chiamano per dire
State attenti,
State meno attenti,
State molto più attenti.»
Claudio Messora: «Allora ti chiameremo anche noi del blog tutte le mattine così faremo un bel boxettino nell'angolo a destra...»
Giampaolo Giuliani: [
ndr:
ride] «No, ti prego!»
Claudio Messora: «...scriveremo "Le previsioni meteo di Giampaolo Giuliani"»
Giampaolo Giuliani: «Va bene!»
Claudio Messora: «Ciao Giampaolo, grazie."»
Giampaolo Giuliani: «Ciao.»
SEGNALAZIONI
LA REALTA' PARALLELA - Lettera di Fabrizio Iuliano
Ciao Claudio,
sono un ragazzo di L'Aquila, e ahimè sto vivendo in una realtà parallela a quella che molti giovani della mia età vivono. Purtroppo ogni giorno ci sbattono im faccia nuovi problemi legati a questo sisma. Mi paicerebbe che qualcuno parlasse di questi problemi, REALI, visto che l'informazione "pubblica" non ne tratta e si concentra solo su stronzate.
Berlusconi parla di 15000 persone sistemate in queste casette di legno entro novembre, che per lui sarebbero la totalità degli aquilani. Peccato che noi sfollati siamo molti di più: le cifre dei non agibili si agirano sulle 40000 persone. Significa che a novembre 25000 persone saranno ancora in tenda o in altre destinazioni, ma non nelle loro case.
Berlusconi ci ha promesso cassa integrazione per liberi professionisti, commercianti e artigiani del centro storico. Io appartengo alla categoria e ancora non vedo un euro, cosi come il bonus di 400 euro a famiglia per pagarsi un affitto ancora non viene dato.
Poi nel quotidiano la vita non è ripresa affatto come dicono in televisione, perchè molti sono disoccupati e in tenda. Tra l'altro quando dicono che riapre un qualcosa come per esempio una scuola, si è vero: ha riaperto, ma si tratta di una. Molta gente probabilmente non potrà iscrivere i propri figli qui a L'Aquila a settembre, cosi come gli universitari non potranno tornare perche non ci sono posti letto per i fuori sede.
Se ascolti ogni singolo aquilano ti tira fuori un problema dopo l'altro, cosi come con questo decreto legge sarà impossibile vedere la mia cara piccola città ricostruita.
cordiali saluti
Fabrizio Iuliano
dal blog: http://www.byoblu.com/post/2009/06/30/Sisma-stessa-sequenza-del-pre-terremoto.aspx#continue